martedì 22 giugno 2010

La ricerca della felicità? Una sfida impossibile...



«La nostra vita è un’opera d’arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l’arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili (almeno nel momento in cui ce le poniamo) da contrastare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano (almeno nel momento in cui li scegliamo) ben oltre la nostra portata, e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare (almeno per quanto si è visto fino allora) ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare.
Dobbiamo tentare l’impossibile.
E possiamo solo sperare – senza poterci basare su previsioni affidabili e tanto meno certe – di riuscire prima o poi, con uno sforzo lungo e lancinante, a eguagliare quegli standard e a raggiungere quegli obiettivi, dimostrandoci così all’altezza della sfida.
L’incertezza è l’habitat naturale della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane. Sfuggire all’incertezza è un ingrediente fondamentale, o almeno il tacito presupposto, di qualsiasi immagine composita della felicità. È per questo che una felicità «autentica, adeguata e totale» sembra rimanere costantemente a una certa distanza da noi: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso.»

Zygmunt BAUMAN, L’arte della vita, trad. it., Bari 2009 (ed. originale 2008)

sabato 1 maggio 2010

Quello che ti auguro ragazzo




Ti auguro un bravo insegnante, ragazzo.

Uno che venga a scuola per imparare

che entri in classe come un vento che spalanca le finestre

che consideri il programma un punto di partenza e non di arrivo

che sfogli con impazienza il registro e legga i tuoi compiti con attenzione

che non si genufletta al preside

che discuta con te e i tuoi compagni i regolamenti e le circolari

che sia contento dei tuoi buoni risultati quanto te

che consideri le tue insufficienze un problema e non una sentenza

che sappia parlare con i tuoi genitori per trovare insieme a loro il modo di capirti e parlare con te anche quando ti chiudi in te stesso e sbatti la porta in faccia al mondo

che ti trasmetta fiducia e saggezza

che non cerchi nuovi strumenti solo sui libri, ma verificando onestamente gli effetti delle sue azioni

che non apprezzi l’adulazione

che non sia schiavo dei regolamenti

che sia curioso delle tue curiosità

che consideri il suo sapere non un mezzo per affermare la sua autorità ma uno strumento per farti crescere

che ti dica sempre quali sono le valutazioni che assegna alle verifiche e come le ha misurate

che ti dica quello che pensa sinceramente

Uno che possa anche sconcertarti all’inizio, ma che potresti imparare a stimare con il tempo.

Un insegnante che si possa guardare negli occhi

Questo insegnante ti auguro, ragazzo.


Di Mariaserena Peterlin e condiviso totalmente da me

martedì 2 febbraio 2010

venerdì 10 luglio 2009

STAGE COMENIUS A MONTPELLIER


Get a Voki now!



Prova in laboratorio di fonetica con la prof. Sophie Latour

venerdì 22 maggio 2009