venerdì 10 luglio 2009
martedì 30 giugno 2009
venerdì 22 maggio 2009
giovedì 30 aprile 2009
Ancora sul tema (ormai inflazionato?) dei nati digitali
Da Il blog nella didattica alcune opinioni sulla nota querelle "Esistono o non esistono i digital natives ?" :

:: I nativi digitali esistono ma... c'è chi è più nativo di loro - Antonio Saccoccio
:: Nati digitali? - Pier Cesare Rivoltella
:: Il marziano della rete che c’è in noi - Maria Grazia Fiore
:: I nativi digitali non esistono (parte seconda) - Gianni Marconato
:: Digital Generation 2.0: ragazzi, scuola e tecnologie - Osservatorio permanente contenuti digitali, 2007
:: Nativi digitali, la scuola li annoia - Dario Zucchini
:: Nativi parte terza: una bufala parziale - Agati Mario
:: Scuola, lavagne, web20 - Giorgio Jannis
La competenza digitale dei digital natives
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:: Nativi parte terza: una bufala parziale - Agati Mario
:: Scuola, lavagne, web20 - Giorgio Jannis
venerdì 20 marzo 2009
Come si apprende nel nuovo millennio?
Video introduttivo del seminario internazionale ADI 2009 dal titolo:
"Da Socrate a Google:come si apprende nel nuovo millennio".
Suggerimenti utili per insegnare con gli strumenti che i giovani utilizzano quotidianamente (cellulari, i-pod, PC).
"Da Socrate a Google:come si apprende nel nuovo millennio".
Suggerimenti utili per insegnare con gli strumenti che i giovani utilizzano quotidianamente (cellulari, i-pod, PC).
mercoledì 11 febbraio 2009
Per non dimenticare....
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una
splendida felicita’.
Martha Madeiros (grazie Paco! ;-)
venerdì 12 dicembre 2008
Un passo del testo....due passi nelle mie classi
" I nostri studenti che “ vanno male” (studenti ritenuti senza avvenire) non vengono mai soli a scuola. In classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde accumulati su un substrato di passato disonorevole, di presente minaccioso, di futuro precluso. Guardateli, ecco che arrivano, il corpo in divenire e la famiglia nello zaino. La lezione può cominciare solo dopo che hanno posato il fardello e pelato la cipolla. Difficile spiegarlo , ma spesso basta solo uno sguardo, una frase benevola, la parola di un adulto, fiduciosa, chiara ed equilibrata per dissolvere quei magoni, alleviare quegli animi, collocarli in un presente rigorosamente indicativo. Naturalmente il beneficio sarà provvisorio, la cipolla si ricomporrà all’uscita e forse domani bisognerà ricominciare daccapo. … Ma insegnare è proprio questo: ricominciare fino a scomparire come professori. Se non riusciamo a collocare i nostri studenti nell’indicativo presente della nostra lezione, se il nostro sapere e il piacere di servirsene non attecchiscono su quei ragazzini e ragazzine, nel senso botanico del termine, la loro esistenza vacillerà sopra vuoti infiniti. Certo, non saremo gli unici a scavare quei cunicoli o a non riuscire a colmarli, ma quelle donne e quegli uomini avranno comunque passato uno o più anni della loro giovinezza seduti di fronte a noi. E non è poco un anno di scuola andato in malora: è l’eternità in un barattolo."
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